FRWL Tango Marathon


FRWL Tango Marathon

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From Russia With Love Tango Marathon

Ogni viaggio lascia qualcosa di indelebile e di unico dentro e questo viaggio a Mosca non fa eccezione. E’ stata un’esperienza molto bella, non solo dentro l’albergo dove si è svolta la maratona, ma anche fuori, negli sconfinati paesaggi urbani moscoviti e come ospite di Juliana, membro dello staff che ha avuto la pazienza e la cortesia di accogliermi a casa sua e di farmi da guida in città.

Come altrove, anche a Mosca mi è capitato di essere interpellato riguardo alla musica.

Una cara amica mi ha chiesto informazioni in merito ad una tanda passata durante la serata.

Dopo alcuni tentativi per individuare l’orchestra in questione, capisco che si trattava di una tanda di Francisco Canaro con Carlos Roldan:

  1. Sin Compassion
  2. Mariposa Nocturna
  3. Besame Mi Amor
  4. Yo Solo Sé

“A La Colegiala non hai passato brani sconosciuti, perché qui sì?…”

In effetti non è un abbinamento molto familiare dell’orchestra in questione, almeno non lo è per i canoni di una normale serata in milonga. Contiene un brano molto conosciuto (il terzo), un altro mediamente conosciuto (il secondo) ed altri due che si sentono più raramente ma i quali, per la loro struttura ritmica e melodica, si prestavano (a mio avviso) piuttosto bene per iniziare e concludere la tanda quella sera.

Le ho chiesto se c’era qualcosa che non le fosse piaciuto nella tanda. “E’ stata una tanda bellissima, sebbene alcuni brani non li avevo mai sentiti. Fortuna che ballavo con un ballerino bravo, il quale mi ha detto che l’ultimo tango, in particolare, era difficile da ballare”

Ecco il brano in questione, Yo Solo Sé:

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L’affermazione dell’amica russa mi ha ricordato un commento simile di un po’ di anni fa, fatto da un eccellente insegnante di tango ed amico, in una milonga in cui ho avuto il piacere di musicalizzare: “Questi brani erano molto difficili da ballare”.

Erano brani dell’orchestra Firpo degli anni ’36-’42; all’epoca iniziava appena ad essere proposto e credo di aver contribuito a fare (nel bene o nel male) un po’ di pionierato al riguardo.     

Uno dei brani di quella tanda è questo:

Fantasma, Orchestra Roberto Firpo canta Alberto Diale

Ricordo di essere rimasto un attimo perplesso. Affermazioni simili (assolutamente legittime) condizionano le scelte dei Dj e fanno sì che questi non osino mai a ritagliarsi spazio per nuove orchestre o combinazioni di brani meno conosciuti suonati da orchestre più o meno note. La conseguenza è che, andando in giro per le milonghe, si sentono quasi sempre le stesse orchestre e gli stessi brani, a volte perfino nello stesso ordine.

Il fatto però è questo: se i brani con un certo potenziale non vengono mai passati perché sconosciuti ai più, come si fa a proporre qualcosa di nuovo?

Ho risposto a mia amica: “A  “La Colegiala” mettevo musica nella serata pre-maratona, in cui solitamente trovi in pista pochi iscritti rispetto alla gente locale, la quale non frequenta i grandi eventi abitualmente. Se scelgo brani poco conosciuti gli uomini non si azzardano ad invitare, di conseguenza le donne non ballano. Qui invece do per scontato una propensione al ballo diversa, ma ammetto che potrei aver sbagliato la proposta…”.
“Assolutamente no. Grazie mille, la tanda era bellissima!”

“Grazie a te!”

Ma il dubbio se hai fatto bene (o male) rimane. In questo caso, almeno una persona aveva trovato difficile uno dei brani.

Ricordo un vademecum molto ben scritto dall’amico TDj Giovanni Bossi, liberamente scaricabile: “La Milonga Secondo Giovanni”. Una divertente mini guida per i musicalizadores “in erba” e – a mio avviso – un ottimo promemoria anche per i Tj più esperti (ve ne consiglio vivamente la lettura). Una delle regole base presenti nella guida è quella della quantità e la posizione dei brani meno conosciuti all’interno di una tanda. In particolar modo, un brano inedito (o poco sentito) dovrebbe essere collocato in terza posizione, tra due brani molto conosciuti (rimando alla guida per approfondimenti).

Ed ecco il punto: fin dove possono spingere i Tj le proposte musicali inedite senza rischiare di “sbagliare”? Quand’è che si possono infrangere le regole?

A mio avviso, non c’è una risposta univoca. La miglior risposta è, forse, “dipende”. Ho sentito intere tande di brani sconosciuti ai più premiate da lunghi applausi, mentre in altre occasioni, tande formate da brani conosciuti e ballabili, sono passate quasi inosservate.

Dipende perché, come sempre, vi sono in ballo una moltitudine di variabili.

Dipende se sei in una milonga poco frequentata o in una sempre imballata, ad una festa o ad una maratona oppure a un festival. Cambia a seconda dell’età media in pista, della bravura dei partecipanti, della loro energia e voglia di ballare. Dipende se è pomeriggio, sera o notte, se è un fine settimana o un giorno infrasettimanale. Se ci sono tanti amici, pochi, o nessuno e com’è l’accoglienza degli organizzatori. Dipende se balli sul legno, sul cemento o altro. Se fa freddo o caldo, se c’è il bar o la cena. Tutto questo influisce sull’apertura mentale degli uomini e delle donne che ballano. Non ultimo, dipende dallo stato d’animo del Dj in quel momento, cosa che incide non poco sulle selezioni.

Il Tj deve valutare tutte queste variabili, o quante più possibile, e costruire man mano la serata. E, se trova vi uno spiraglio, sperimentare. La sperimentazione, sia pure nei limiti di ciò che è l’impronta personale del Tj, porta alla conoscenza dei ballerini (e degli altri TDj) brani ignoti, dimenticati, o versioni sconosciute di brani noti. Uscire dalla “comfort zone” è sempre una rischiosa incognita, ma aiuta a crescere.

Sperimentare serve a consapevolizzare e, successivamente, a facilitare determinate scelte. E’ fondamentale per Tdj, per ballerini e per organizzatori. Porta ad un livello di consapevolezza più alto, ad una maggiore esperienza.

Se sei un ballerino, non aver paura di alzarti per andare a ballare quando senti un brano che non conosci. Alla lunga, ti aiuta a migliorare e quindi a ballare con alcuni tra i migliori, come i ballerini e le ballerine russe. E in quale miglior posto puoi incontrarli, se non in Russia? 😉

Grazie Maria, Marina e Tatiana, è stato bellissimo!